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Filopemene
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mwbqFilopemene (in greco antico Φιλοποίμην?, Philopòimen, a sua volta da Φίλος, Philos, "amico" e ποίμην, poimēn, "pastore", lett. "amico dei pastori"; Megalopoli, 253 a.C. – Messene, 183 a.C.) è stato un militare greco antico, stratego della lega achea per otto volte.
Combatté a fianco dei mwcaMacedoni contro il mwcqre di Sparta mwcgCleomene III nella mwcwbattaglia di Sellasia (mwda222 a.C.)cite-ref-plutarco6-1-0[1] e successivamente vinse il tiranno spartano mweqMacanida a mwegMantinea (mwew207 a.C.)cite-ref-plutarco10-2-0[2].
Fu un fautore dell'unità del mwgqPeloponneso e della sua neutralità nella lunga mwggguerra tra i macedoni e i mwgwromani, fino alla vittoria di questi ultimi a mwhaCinocefale (mwhq197 a.C.).
Dopo aver combattuto come mercenario a mwhwCreta (mwia199 a.C.-mwiq193 a.C.), nel mwig192 a.C. vinse mwiwNabide, successore di Macanida (mwja188 a.C.)cite-ref-plutarco14-15-3-0[3], e nel mwkq188 a.C. conquistò e sottomise Sparta instaurandovi un regime filo-acheo ed abrogando la legge di mwkgLicurgocite-ref-plutarco-16-4-0[4]. Nel tentativo di reprimere tempestivamente la successiva ribellione di mwlwMessene alla lega achea, Filopemene fu catturatocite-ref-plutarco-18-5-0[5] e, una volta imprigionatocite-ref-plutarco-19-6-0[6], fu costretto al suicidio (mwoa183 a.C.)cite-ref-plutarco-20-7-0[7].
Contents
• Origini
• Note
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Biografia
Origini
Conosciamo da Plutarcocite-ref-10[10] il nome del padre di Filopemene, Craugi, un nobile di mwuwMegalopoli, che morì quando il figlio era in giovane età. Filopemene fu quindi cresciuto da un altro notabile della città mwvaarcade, Cleandro.
Plutarcocite-ref-11[11] tramanda che Filopemene era di carattere tanto semplice e modesto che una volta, recandosi a casa di un conoscente di mwwgMegara e non trovandolo in casa, fu scambiato dalla moglie di costui, per il suo abbigliamento e contegno, per un semplice attendente e non per lo mwwwstratego della lega achea qual era già al tempo, e fu mandato a spaccare la legna, cosa che Filopemene fece senza discutere.
Battaglia di Sellasia
Nel mwzg223 a.C. Megalopoli fu attaccata a sorpresa da mwzwCleomene III, mwaare di Sparta, che saccheggiò e devastò la cittàcite-ref-12[12].
L'anno successivo (222 a.C.), Filopemene partecipò al fianco dell'esercito macedone alla mwbgBattaglia di Sellasia contro gli spartani, distinguendosi in modo particolare tanto da essere stato elogiato personalmente da mwbwAntigono III Dosone, re di Macedoniacite-ref-plutarco6-1-1[1]. Filopemene infatti, trafitto ad entrambe le cosce da un giavellotto, riuscì a spezzarlo e ad estrarlo dagli arti, lanciandosi poi all'assalto dei nemici nonostante le ferite.
Cleomene III uscì invece dalla battaglia duramente sconfitto, tanto che dovette fuggire in mwdqEgitto, abbandonando Sparta alla lega achea e ai macedoni.
Battaglia di Mantinea
Successivamente, Filopemene trascorse alcuni anni a mweqCreta, dove si era arruolato come mercenariocite-ref-13[13]. Tornato a Megalopoli, succedette ad mwfgArato come mwfwstratego della lega achea, riformando l'armamento dell'esercito rendendolo più simile a quello macedonecite-ref-14[14].
Guerra contro Nabide
Nel mwka201 a.C. mwkqNabide, succeduto a Macanida come tiranno di Sparta, occupò Messene e, secondo quanto ci riporta Plutarcocite-ref-15[15], bastò solo che Filopemene, che in quell'anno non aveva nessuna carica militare o politica, guidasse l'esercito alla volta della città, per persuadere il tiranno a ritirarsi.
Dopo questi eventi, Filopemene tornò a prestare servizio come mercenario a mwlwGortyna, nell'isola di Creta, e fece ritorno a Megalopoli solo dopo che il mwmaconsole mwmqTito Quinzio Flaminino, entrato per la prima volta con le mwmglegioni romane in Grecia, ebbe definitivamente sconfitto i macedoni a mwmwCinocefale (197 a.C.).
Nominato ancora stratego, Filopemene partecipò alla mwnqguerra contro Nabide al fianco dei romani, della mwnglega etolica e di altre città stato greche. Dopo essere stato sconfitto nella battaglia navale di mwnwGytheio, Filopemene riuscì ad avere la meglio su Nabide via terra e ad invadere la mwoaLaconia, costringendo il tiranno di Sparta ad arrendersi a Tito Quinzio Flamininocite-ref-plutarco14-15-3-1[3].
Sottomissione di Sparta, ribellione di Messene e morte
Sparta fu annessa alla lega achea. Ad un tentativo di ribellione della città (mwpw188 a.C.), Filopemene rispose molto duramente, invadendo le città, abbattendo le mura, mandando a morte numerosi spartani e soprattutto abrogando, dopo più di sei secoli, la costituzione di mwqaLicurgocite-ref-plutarco-16-4-1[4].
Assalito a sorpresa dai nemici mentre era in viaggio, fu catturatocite-ref-plutarco-18-5-1[5] e condotto in catene a Messene, dove fu rinchiuso in prigionecite-ref-plutarco-19-6-1[6]. Dinocrate, il capo della ribellione, volendo prevenire le mosse dei megalopoliti che si stavano organizzando per chiedere la liberazione del loro generale, costrinse Filopemene a suicidarsi bevendo una tazza di veleno. Plutarco ci racconta che, prima di morire, Filopemene chiese al suo carnefice se Licorta e gli altri cavalieri si fossero salvati dall'imboscata e, avendo ricevuto una risposta affermativa, disse: «Mi dai dunque una buona notizia, se non tutto ci è andato male»cite-ref-plutarco-20-7-1[7].
In seguito Licorta, succeduto a Filopemene nella carica di stratego, costrinse Messene alla capitolazione e mise a morte i fautori della ribellione. Dinocrate lo precedette di poco, suicidandosi a sua volta. Le ceneri di Filopemene furono portate a Megalopoli da mwvwPolibio, il futuro autore delle mwwamwwqStorie, che era figlio di Licortacite-ref-plutarco-21-8-1[8].
Note
Bibliografia
Fonti primarie
• citerefplutarcoPlutarco, Vite parallele: Arato, Filopemene.
Fonti secondarie
• mwat0(EN) William Smith (a cura di), Philopoemen, in Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1870.
Voci correlate
• mwaueMegalopoli (Grecia)
• mwaumCleomene III
• mwauuLega achea
• mwaucGuerra contro Nabide
• mwaukTito Quinzio Flaminino
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Filopemene
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itFilopèmene, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGaetano De Sanctis., FILOPEMENE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
• citerefdizionario-di-storiaFilopemene, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Philopoemen, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.